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Studio Legale Lione

Diritto societario e M&A

EU Inc: come funzionerebbe la nuova società europea digitale

La proposta EU Inc introduce un regime societario europeo digitale per costituzione, governance e raccolta di capitale. Non è ancora legge: ecco che cosa cambierebbe e quali materie resterebbero nazionali.

Di Federico Lione8 min di letturadiritto-societario-ma
Fondatori e investitore esaminano su schermo la struttura digitale di una società europea EU Inc.

EU Inc non è ancora una società che si possa costituire. È la proposta con cui la Commissione europea vuole introdurre un nuovo regime societario armonizzato, digitale e utilizzabile in tutti gli Stati membri. Se il testo sarà approvato, la novità non consisterà soltanto nel registrare un’impresa più velocemente: cambierà il modo in cui fondatori e investitori possono progettare governance, quote e raccolta di capitale oltre confine.

La proposta è stata presentata il 18 marzo 2026 ed è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il calendario parlamentare indica, in via orientativa, un voto in plenaria il 5 ottobre 2026. Contenuti e tempi possono quindi ancora cambiare.

Il punto essenziale è evitare due equivoci opposti. EU Inc non sarebbe una semplice etichetta per startup. Ma non sostituirebbe neppure, in blocco, i ventisette ordinamenti societari. La sua utilità dipenderà precisamente dal confine tra le regole comuni europee e quelle nazionali che continueranno ad applicarsi.

Che cos’è EU Inc e perché nasce

Il progetto, spesso descritto come “28° regime”, prevede una società di capitali a responsabilità limitata disciplinata direttamente da un regolamento europeo. Potrebbe essere costituita da persone fisiche o giuridiche, anche da un unico socio, oppure derivare dalla trasformazione, fusione o scissione di società esistenti alle condizioni previste dal testo.

La società sceglierebbe lo Stato membro in cui iscriversi e dovrebbe mantenere nell’Unione la sede legale e l’amministrazione centrale oppure il principale centro di attività. L’obiettivo è offrire una struttura riconoscibile agli investitori e utilizzabile nelle operazioni transfrontaliere senza dover ricostruire da zero, per ogni Paese, gli stessi meccanismi societari.

È un’esigenza concreta. Quando una società raccoglie capitale in più giurisdizioni, il costo non deriva soltanto dalla costituzione. Pesano la comprensione delle categorie di quote, i diritti degli investitori, le deleghe all’organo amministrativo, i piani di incentivazione e le regole di trasferimento. EU Inc prova a creare un linguaggio comune per questi passaggi.

Una disciplina europea, ma non un diritto societario senza frontiere

La proposta stabilisce una gerarchia chiara: EU Inc sarebbe regolata dal regolamento europeo, dal proprio statuto e, per ciò che resta fuori dal perimetro armonizzato, dal diritto dello Stato membro di registrazione.

Questa precisazione conta più dello slogan “una società per tutta l’Europa”. La forma sarebbe comune, ma non renderebbe irrilevante la scelta della giurisdizione. Contabilità, lavoro e altre materie non armonizzate continuerebbero a dipendere dalle norme europee e nazionali applicabili. Anche la fiscalità non diventerebbe automaticamente uniforme, salvo le specifiche misure contenute o richiamate nel progetto.

EU Inc sarebbe inoltre distinta dalla Societas Europaea, la SE già prevista dal diritto dell’Unione. La SE è pensata soprattutto per imprese con una dimensione e una struttura transnazionale già sviluppate; EU Inc mira invece a una società privata più agile, adatta anche a startup, scaleup e investimenti di venture capital. Non sostituirebbe automaticamente neppure S.r.l. e S.p.A.: aggiungerebbe un’opzione.

Per un’impresa, quindi, la domanda non sarà soltanto se scegliere EU Inc. Sarà in quale Stato registrarla e quali conseguenze produrrà quella scelta nelle materie che il regolamento non copre.

Costituzione digitale in 48 ore: che cosa prevede davvero la proposta

Uno degli elementi più visibili è la costituzione interamente digitale. Utilizzando i modelli standard europei e superati i controlli preventivi previsti, la registrazione dovrebbe concludersi entro 48 ore e non costare più di 100 euro. La presenza fisica potrebbe essere richiesta soltanto in circostanze eccezionali, ad esempio quando sussistano motivi concreti per dubitare dell’identità del richiedente.

Non è dunque una promessa incondizionata valida per ogni operazione complessa. Il termine rapido è collegato all’uso di documentazione standard e a un procedimento che possa essere trattato senza istruttorie aggiuntive. Patti e assetti personalizzati continueranno a richiedere una progettazione attenta, soprattutto quando incidono sui rapporti tra fondatori, investitori e management.

Il sistema dovrebbe inoltre applicare il principio “once only”: le informazioni già trasmesse a un’autorità pubblica — per esempio ai fini dell’iscrizione o dell’identificazione fiscale — non dovrebbero essere richieste nuovamente quando possano essere scambiate attraverso i sistemi europei.

La digitalizzazione, quindi, riguarda il processo. Non elimina la necessità di decidere correttamente contenuto dello statuto, distribuzione dei poteri e protezioni degli investitori.

Quote, finanziamenti e stock option: il cuore economico di EU Inc

Il progetto prova ad avvicinare il diritto societario alle modalità con cui oggi vengono finanziate le imprese innovative. Prevede ampia flessibilità nelle categorie di partecipazioni e nei diritti collegati, un registro digitale delle quote e procedure più rapide per emissioni e trasferimenti.

La proposta considera anche strumenti convertibili diffusi nel venture capital, come SAFE e KISS, e consente di strutturare aumenti e deleghe in modo da agevolare successivi round. Per i piani di incentivazione introduce un quadro europeo denominato EU-ESO, con l’obiettivo di rendere più prevedibile il trattamento delle stock option dei dipendenti.

Tutto questo è ancora oggetto del procedimento legislativo. Non sarebbe prudente impostare oggi un’operazione dando per definitive categorie, termini o conseguenze fiscali della proposta. Il segnale, però, è netto: l’Unione sta cercando di ridurre la distanza tra documentazione societaria e prassi degli investimenti.

Per fondatori e investitori, la standardizzazione può ridurre costi di comprensione e negoziazione. Non sostituisce però il contratto. Liquidation preference, diritti di veto, anti-diluizione, vesting e regole di uscita continueranno a distribuire valore e controllo in modo molto diverso a seconda di come sono scritti.

Nessun capitale minimo non significa nessuna tutela dei creditori

La proposta non imporrebbe un capitale sociale minimo. È una scelta coerente con un modello in cui la protezione dei creditori non dipende da una cifra nominale fissata alla costituzione.

Prima di distribuire utili o riserve, gli amministratori dovrebbero verificare sia la consistenza patrimoniale sia la solvibilità prospettica della società. Il progetto prevede conseguenze per chi omette i controlli o autorizza distribuzioni irregolari, compresa la possibile responsabilità degli amministratori e l’obbligo di restituzione per i soci che conoscevano, o avrebbero dovuto conoscere, l’irregolarità.

La conseguenza pratica è importante. Il capitale minimo può scomparire; non scompare il dovere di comprendere se la società sarà in grado di far fronte alle obbligazioni dopo una distribuzione. Per il consiglio di amministrazione, documentare dati, previsioni e ragioni della decisione diventa parte della protezione giuridica.

Operazioni transfrontaliere e trasferimento delle partecipazioni

EU Inc sarebbe pensata per funzionare oltre lo Stato di registrazione. La proposta limita la possibilità di imporre una presenza fisica locale ingiustificata, un rappresentante residente o un conto di pagamento nel Paese in cui la società svolge attività. Prevede inoltre la possibilità di trasformare società esistenti e di utilizzare fusioni o scissioni per accedere al nuovo regime, nel rispetto delle condizioni e delle tutele applicabili.

Le partecipazioni sarebbero gestite attraverso un registro digitale. Dopo la comunicazione di un trasferimento, la società dovrebbe registrarlo o rifiutarlo motivatamente entro il termine previsto, rendendo disponibile una certificazione digitale della titolarità.

Per chi pianifica un’operazione internazionale, questo può ridurre attriti amministrativi. Non elimina, però, autorizzazioni, disciplina antitrust, controlli sugli investimenti esteri, regole fiscali o tutele dei lavoratori che dipendono dalla concreta struttura del deal. L’esperienza delle operazioni societarie transfrontaliere resta quindi rilevante anche in un quadro più armonizzato.

Che cosa possono fare oggi imprese e investitori

Non occorre attendere l’approvazione per prepararsi. È già utile verificare se lo statuto, i patti e la documentazione di investimento usino meccanismi che potrebbero essere trasferiti in un quadro europeo comune.

  • Mappare diritti e categorie di partecipazioni: voto, privilegi economici, conversione, anti-diluizione e diritti di uscita.
  • Separare governance e finanziamento: chiarire quali poteri spettano ai soci, quali possono essere delegati agli amministratori e quali decisioni richiedono consensi qualificati.
  • Rivedere i piani di incentivazione: individuare beneficiari, eventi di maturazione, trattamento in caso di uscita e conseguenze fiscali nelle diverse giurisdizioni.
  • Valutare la giurisdizione residua: lavoro, contabilità, insolvenza e fiscalità possono rendere più o meno adatto lo Stato di registrazione anche quando la forma societaria è europea.
  • Monitorare il testo finale: il regolamento potrà essere emendato e, secondo la proposta, diventerebbe applicabile soltanto dopo un periodo successivo alla sua entrata in vigore.

Queste valutazioni rientrano nella progettazione di governance, capitale e operazioni descritta nell’area Diritto societario e M&A.

La vera semplificazione sarà rendere prevedibile il confine

EU Inc può ridurre il costo di costituire e finanziare un’impresa in Europa. Il suo successo, però, non dipenderà soltanto dalle 48 ore o dal limite di 100 euro.

Dipenderà dalla capacità di offrire una struttura societaria comprensibile agli investitori senza creare una nuova zona di incertezza tra regolamento, statuto e diritto nazionale. Una società digitale è utile quando rende più semplici le decisioni; non quando sposta la complessità in un conflitto sulle regole applicabili.

Per questo la questione centrale non è se EU Inc sarà “la società europea”. È se riuscirà a diventare un’infrastruttura giuridica comune per raccogliere capitale, distribuire poteri e accompagnare la crescita transfrontaliera.

Per valutare una costituzione, una riorganizzazione o un investimento con profili europei, è possibile contattare Studio Legale Lione.

Fonti ufficiali

Quadro verificato al 18 settembre 2026. EU Inc è una proposta legislativa soggetta a modifiche durante il procedimento europeo; l’articolo non descrive una forma societaria già disponibile.

Domande frequenti

Che cos’è EU Inc?
EU Inc è la proposta della Commissione europea per una società di capitali a responsabilità limitata disciplinata da un regime armonizzato dell’Unione. È pensata per costituzione digitale, governance flessibile e raccolta di capitale transfrontaliera.
EU Inc è già disponibile?
No. Al 18 settembre 2026 EU Inc è una proposta legislativa all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il testo può essere modificato e non è ancora possibile costituire una società in questa forma.
Quanto costerebbe e quanto durerebbe la costituzione?
La proposta prevede, per il procedimento rapido basato sui modelli standard europei e superati i controlli richiesti, una registrazione entro 48 ore e un costo massimo di 100 euro. Operazioni o statuti complessi potrebbero richiedere verifiche ulteriori.
EU Inc sostituirebbe S.r.l., S.p.A. o Societas Europaea?
No. EU Inc aggiungerebbe un regime opzionale. Resterebbero disponibili le forme nazionali e la Societas Europaea. La scelta dipenderebbe da struttura dell’impresa, investitori, operazioni previste e diritto nazionale applicabile alle materie non armonizzate.
Quale legge si applicherebbe a lavoro, contabilità e materie non armonizzate?
Il regolamento e lo statuto disciplinerebbero il nucleo societario di EU Inc. Per le materie non coperte continuerebbe ad applicarsi il diritto dello Stato di registrazione, insieme alle altre norme europee e nazionali pertinenti; lavoro e contabilità non diventerebbero automaticamente uniformi.

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